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Giuseppe
Sergi
nacque
a Messina
nel 1841.
Iniziata
la sua
attività
come professore
di filosofia
nei Licei,
nel 1880
approdò
all'Ateneo
bolognese
con un
insegnamento
di antropologia
presso
la Facoltà
di Lettere.
Dalla
filosofia
e filologia
indoeuropea
passò
a occuparsi
di psicologia
e pedagogia,
aderendo
all'indirizzo
positivista
sulla
linea
di Spencer.
In quest'ambito
si collocano
Teoria
fisiologica
della
percezione
(1881)
e L'origine
dei fenomeni
psichici
e loro
significato
biologico
(1888).
Nel 1884
si trasferì
a Roma
sempre
come professore
di antropologia,
e qui
rimase
fino al
1916.
In questi
anni,
grazie
all'attività
del suo
laboratorio
di antropologia
e psicologia
sperimentale
impiantato
presso
l'Ateneo
romano,
sviluppò
un programma
di ricerche
scientifiche
nell'ambito
della
psicologia
e dell'antropologia.
Il suo
contributo
in quest'ambito
con ricerche
su argomenti
specifici
fu notevole.
Seguendo
un filone
di ricerca
particolarmente
attivo
all'epoca
(vedi
gli studi
di Broca
e Lombroso)
escogitò
nel 1893
una classificazione
delle
forme
craniali
che vennero
distinte
in base
alla norma
verticalis
in ellissoidali,
ovoidali,
pentagonoidali,
sferoidali,
ecc. Queste
ricerche
gli permisero
di condurre
una classificazione
delle
razze
umane
basata
sul presupposto
dell'esistenza
nell'umanità
di più
generi
(L'uomo
secondo
le origini,
l'antichità,
le variazioni
e la distribuzione
geografica,
1911).
Inaugurò
il primo
"Comitato
italiano
di Eugenetica"
e propose
contro
Mendel
e Galton
un'eugenetica
ecologica,
dove l'ambiente
migliorato
- assieme
all'educazione
- fosse
in grado
di plasmare
i caratteri
ereditari
dell'uomo
fino a
ripulirlo
di ogni
scoria
di atavica
brutalità.
Nonostante
questo
genere
di ricerca
appaia
oggi datato
e talvolta
aberrante
nelle
sue conclusioni,
spesso
tratte
frettolosamente
e portate
a conseguenze
estreme
da epigoni
(esempio
Alfredo
Niceforo,
presidente
della
Società
Italiana
di Antropologia
e della
Società
Italiana
di Criminologia,
che in
La delinquenza
in Sardegna
: note
di sociologia
criminale
scriveva:
«La
razza
maledetta,
che popola
tutta
la Sardegna,
la Sicilia
e il mezzogiorno
dItalia
dovrebbe
essere
trattata
ugualmente
col ferro
e col
fuoco
- dannata
alla morte
come le
razze
inferiori
dellAfrica,
dellAustralia,
ecc) tuttavia
l'imponente
raccolta
di dati
da lui
raccolti
e molte
sue intuizioni
restano
di grande
importanza
e comunque
imprescindibili
nella
storia
dell'antropologia,
peleontologia
e in genere
nell'ambito
delle
cosiddette
scienze
umane.
La sua
produzione
spaziò
in un
campo
vastissimo,
dalla
paleontologia,
al mendelismo,
dalle
antiche
civiltà
al linguaggio,
alla sociologia.
Nel 1893
fondò
la Società
romana
di antropologia.
Nel 1905
sfruttando
la notorietà
e l'interesse
che i
suoi studi
e i suoi
contributi
nell'ambito
delle
scienze
dell'uomo
avevano
suscitato
anche
all'estero
riuscì
a portare
a Roma,
sotto
la sua
presidenza,
il III
Congresso
internazionale
di psicologia.
Morì
a Roma
nel 1936.
Bibliografia
parziale
* Teoria
fisiologica
della
percezione,
Milano
1881.
* La teoria
generale
dei patti
e dei
contratti
in diritto
romano,
confrontata
col codice
civile
d'Italia.
Natura
dei patti
e dei
contratti,
Messina
1884.
* Dolore
e piacere.
Storia
naturale
dei sentimenti,
Milano
1894.
* Africa.
Antropologia
della
stirpe
camitica
(specie
eurafricana),
Torino,
1897.
* Leopardi
al lume
della
scienza,
Milano-Palermo,
1899.
* La decadenza
delle
nazioni
latine,
Torino
1900.
* Problemi
di scienza
contemporanea,
Milano,
1904.
* Fatti
e pensieri
di coltura
e politica
sociale,
Milano,
1906.
* Le origini
umane.
Ricerche
paleontologiche,
Torino
1913.
* L'evoluzione
organica
e le origini
umane.
Induzioni
paleontologiche,
Torino,
1914.
* I mammiferi.
Origine
ed evoluzione.
Nuova
interpretazione,
Torino
1923.
* Le prime
e più
antiche
civiltà.
I creatori,
Torino,
1926.
* Il posto
dell'uomo
nella
natura,
Torino
1929.
* Psiche.
Genesi
- evoluzione.
Osservazione
e commenti
dall'infanzia
alla maturità,
Torino
1930.
* La più
antica
umanità
vivente
ovvero
la mirabile
ricostruzione
di un
arcaico
tronco
umano
i cui
rami si
estesero
dall'Africa
in Europa,
Oceania,
America,
Torino,
1930.
* Da Alba
Longa
a Roma.
Inizio
dell'incivilimento
in Italia:
ovvero
Liguri
e Siculi:
primi
che in
Italia
e nelle
isole
posero
in sedi
stabili
le comunità
e determinarono
le forme
fisiche
del territorio.
Ricerche
storiche
e archeologiche,
Torino,
1934.Fonti:
* Giuseppe
Prezzolini,
Uomini
22 e città
3, Firenze,
S.D. (1920).
* In memoria
di Giuseppe
Sergi,
"Rivista
di Antropologia"
Roma 1937.
Anonimo,
ma probabilmente
di Niceforo
che era
condirettore
della
rivista
fino alla
morte
di Sergi.
* Romano
Catania,
D'un nuovo
libro
scientifico
sopra
G. Leopardi,
Palermo
1899.
* Guido
Landra,
Giulio
Cogni,
Piccola
bibliografia
razziale:
le classificazioni
delle
razze
umane,
gli studi
razziali
nella
bibliografia
antropologica
italiana,
Roma,
1939.
* Guido
Landra,
Antropologia
e psicologia.
* Giuseppe
Mucciarelli
(a cura
di), Giuseppe
Sergi
nella
storia
della
psicologia
e dell'antropologia
in Italia,
Bologna,
1987.
* Cristiano
Camporesi,
Genesi
mediterranea:
metodologia
induttiva
e mistica
dell'antichità
nell'opera
di Giuseppe
Sergi,
Bologna
1991.
Note
biografiche
a cura
di Paolo
Alberti.
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