|
Nato
ad Arezzo
nel 1492,
Pietro
Aretino
non si
denominò
mai col
suo patronimico
(del padre
Luca,
un calzolaio,
sappiamo
ben poco)
ma sempre
col nome
della
sua città.
Della
sua infanzia
quasi
nulla
è
noto,
ma si
sa che
nell'adolescenza
visse
e a Perugia
sia per
frequentare
l'università
sia per
studiare
pittura,
e come
pittore
si firmò
per qualche
tempo.
Nel 1517
fu a Roma,
alla corte
di Leone
X; qui
assistette
al conclave
del 1522,
in occasione
del quale
compose
delle
pasquinate,
ovvero
dei poemetti
satirici.
Con l'ascesa
al soglio
pontificio
del fiammingo
Adriano
VI (o,
come lo
chiamò
l'Aretino,
"la
tedesca
tigna")
prese
a viaggiare
per la
penisola
e lavorò
a Mantova,
al servizio
di Giovanni
dalle
Bande
Nere.
Tornò
a Roma
nel '23
e, sotto
papa Clemente
VII, riacquistò
notorietà
e benevolenza
popolare.
In questo
periodo
compone
i Sonetti
Lussuriosi,
ispiratigli
dalle
tavole
pornografiche
di M.
A. Raimondi
sui disegni
di Giulio
Romano,
e scrisse
la Cortigiana.
Ma l'invidia
e la malevolenza
del datario
pontificio,
mons.
Giberti,
interruppero
questo
periodo
felice:
alla fine
del luglio
1525 viene
accoltellato
da un
sicario
del monsignore.
L'Aretino
lasciò
così
Roma e,
dal 25
marzo
1527,
si trasferì
a Venezia,
la città
anticortigiana
per eccellenza,
l'unica,
a detta
di lui,
totalmente
opposta
a Roma,
sede di
tutti
i vizi.
Qui scrisse
e diede
alle stampe
la maggior
parte
delle
sue opere
e qui
morì,
probabilmente
di apoplessia,
il 21
ottobre
1556.
Note biografiche
a cura
di Maria
Agostinelli.
Note biografiche
a cura
di Maria
Agostinelli.
|