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Ulisse Barbieri (1841-1899). Nato a
Mantova il 27 gennaio 1841 - da
rispettabile famiglia, figlio del
professor Paolo, insegnante di botanica,
e di Carolina Binder, casalinga - Ulisse
Barbieri si segnalò presto alla polizia
austriaca come sovversivo quando nel
1858, diciassettenne, fu sorpreso e
arrestato mentre affiggeva al muro
manifesti clandestini che esaltavano
l'attentato di Felice Orsini contro
l'imperatore dei francesi Napoleone III,
circostanza che richiamava la fuga di
Orsini dal castello di Mantova,
considerato tra le carceri più sicure
del Regno Lombardo-Veneto, e quindi
insopportabile beffa per gli austriaci
che a quell'epoca occupavano la città.
La condanna inflitta al ragazzo fu
esemplare per la durezza: quattro anni
di carcere interamente scontati nelle
prigioni di Milano, Mantova e Venezia,
un'esperienza che pesò sulla formazione
culturale e sul carattere di Barbieri,
impedito in un qualsiasi disciplinato
svolgimento degli studi e a contatto con
chi aveva infranto la legge, di rado per
nobili motivi politici e patriottici.
Così Barbieri durante gli anni trascorsi
in prigione ebbe tempo e modo sì di
leggere molto - soprattutto i classici
antichi e, tra le opere moderne, quelle
di Victor Hugo e di Alexandre Dumas
padre - ma senza un valido metodo,
formandosi una cultura vasta ma
disorganica e frammentaria sulla quale
poggiò poi la sua enorme produzione di
pubblicista e commediografo.
Scarcerato, Barbieri andò a Milano, poi
a Locarno, in Svizzera, per rientrare a
Mantova nel 1863 quando la città era
ancora sotto il giogo austriaco. Nel
1866 partecipò alla terza guerra
d'indipendenza italiana passando per
Como, punto di raccolta dei volontari
garibaldini, Lecco, Brescia, Gargnano,
Desenzano, Salò e per le montagne
intorno al lago d'Idro, dove fu ferito.
Il periodo che segue il congiungimento
di Mantova all'Italia (ottobre 1866) è
per Barbieri fecondissimo, con la
produzione d'una notevole mole di
scritti d'immediata presa sul pubblico -
drammi, commedie, romanzi, libretti
d'opera, poesie, canovacci per riviste -
sui quali permane però un inevitabile
marchio di superficialità.
Nel 1867 - anno in cui pubblicò Il
delitto legale, che mandò a Victor
Hugo il quale gli rispose con un
biglietto di "applaudissements et
félicitations" - si trasferì a San
Benedetto Po che a quel tempo era una
delle patrie del socialismo, di cui
Barbieri subì la netta influenza. A San
Benedetto, seduto al tavolo d'osteria,
scrisse diversi drammi tra cui, nel
1868, il Gesù Cristo,
rappresentato a Verona col titolo Il
Figliuol de l'Uomo e bollato dal
vescovo della città scaligera come
scandaloso e sacrilego.
Nel 1872 Barbieri era a Milano, poi a
Torino e a Napoli, città in cui furono
rappresentati diversi suoi drammi. Nel
1878 era a Firenze dove pubblicò
quattordici numeri, tutti sequestrati,
della rivista "Il Messia". Fece poi
ritorno a San Benedetto dove osò
interrompere la processione del Corpus
Domini. All'inizio degli anni '80
collaborò con la rivista "La farfalla"
di Angelo Sommaruga, insieme a Paolo
Valera, Filippo Turati, Cesario Testa.
Nel 1885 pubblicò a Roma il romanzo
In basso, con prefazione di Edmondo
De Amicis. Sempre nel 1885 andò a Napoli
con le squadre di volontari guidate dal
leader dell'estrema sinistra radicale,
Felice Cavallotti, per soccorrere le
popolazioni colpite dal colera. Nel 1887
pubblicò a Lugo un libretto di versi
intitolato Ribellione che
dedicò provocatoriamente al negus
d'Abissinia e a ras Alula, "difensori
della libertà africana" contro l'Italia
colonialista. Collaborò con diversi
giornali socialisti e anarchici e tra il
1887 e il 1888 diresse a Genova il
settimanale socialista "Combattiamo!"
che subì innumerevoli sequestri.
Perseguitato dai continui processi,
Barbieri abbandonò l'Italia
trasferendosi in Brasile dove diresse
una modesta compagnia di teatro, che
comunque gli procurò successo e denaro,
rapidamente sperperato.
Tornò in Italia nel 1895 stabilendo la
sua stabile dimora a San Benedetto Po,
nel ricovero dei vecchi (di cui fu il
primo ospite e al quale diede poi il
nome), dove morì il 22 dicembre 1899.
Garibaldino, socialista, libertario,
anarchico, anticlericale: queste le
etichette che ben s'addicono alla
personalità di Ulisse Barbieri, la cui
produzione letteraria fu vastissima e
disordinata, frettolosa e confusa,
truculenta e grandguignolesca. Ma sempre
densa di calore umano, generosa,
genuina, colma di entusiasmo,
all'insegna di un'immaginazione
turbolenta e ribelle.
Bibliografia essenziale di Ulisse
Barbieri
-
L'Italia. Poemetto, Milano
1862.
-
I misteri d'un convento ed i
frutti dell'egoismo. Romanzo,
Milano 1863.
-
Poesie varie, Mantova 1864.
-
Scene del campo. I volontari del
Tirolo. Memorie d'un garibaldino,
Milano 1866.
-
I volontari del Tirolo. Scene
del campo. Commedia in due atti,
Milano 1866.
-
Adelia. Novella, Milano
1867.
-
Il delitto legale. Azione
drammatica e varj canti lirici. Voci
dell'anima, Mantova 1867.
-
Napoleone III e l'Italia,
Mantova 1867.
-
Il Palazzo del diavolo. Leggenda
mantovana. Romanzo, Milano
1868.
-
L'assedio di Parigi ovvero La
famiglia Savreuil. Dramma popolare
in 3 atti e 4 quadri, Milano
1871.
-
Lucifero, Milano 1871.
-
Gli incendiari della Comune o Le
stragi di Parigi ed il governo di
Versailles. Narrazione storica,
Milano 1871.
-
I misteri dell'assedio di
Parigi. Romanzo storico, Milano
1871
-
Ancora uno! Allegoria a Giuseppe
Mazzini. Con biografia e cenni
storici, Milano 1872.
-
Plauto e il suo teatro. Scene
romane. Studio storico, Milano
1873.
-
La locanda dei fanciulli rossi.
Dramma in 4 atti. Marco la guida.
Bozzetto in versi, Milano 1873.
-
Cuore di ladro, seguito della
Regina del mare, Roma 1876.
-
Ali tarpate. Scene sociali in
tre fasi, Milano 1879.
-
Elda. Dramma in tre atti,
Milano 1879.
-
Giulio Cesare. Dramma in quattro
atti in versi, Milano 1879.
-
In basso. Romanzo. Preceduto da
uno schizzo di Edmondo De Amicis,
Roma 1885.
-
Marat. Scene della Rivoluzione
francese, Milano 1885.
-
Ribellione. Versi, Lugo
1887.
-
Caprera. Bozzetto in un atto,
Bellinzona 1888.
-
Lo spettro del Colosseo ovvero
le cospirazioni del 1831, Roma
1889
-
Al grande suicida. Versi in
risposta alla bicocca di s. Giacomo
[di Giosue Carducci], Mantova
1891.
-
I sotterranei farnesiani seguito
allo spettro del Colosseo, Roma
1892
-
Il giornale degli analfabeti.
Rivista europea. Musica del Maestro
G. Mascetti, La Spezia 1893.
-
I drammi americani, Roma
1896.
Scritti su Ulisse Barbieri
-
Egisto Romani, Il più
scapigliato degli scrittori
drammatici. Ulisse Barbieri
letterato mantovano nomade e
bizzarro, in "Gazzetta di
Mantova", 17 giugno 1951, p. 3.
-
Giovanni Tassoni, Nuove
precisazioni su Ulisse il
sanguinario, in "Gazzetta di
Mantova", 29 luglio 1951, p. 3.
-
Enzo Boriani, Ulisse Barbieri:
uomo patriota scrittore, in
"Gazzetta di Mantova", 23 ottobre
1960, p. 5.
-
Alberto Asor-Rosa, Barbieri,
Ulisse, in Dizionario
biografico degli italiani, vol.
6, Roma 1964, pp. 240-242.
-
Rinaldo Salvadori, Ulisse
Barbieri scrittore scapigliato,
in "Civiltà mantovana", a. I, n. 1,
gennaio-febbraio 1966, pp. 45-57.
-
Anna Bergamaschi De Marchi,
Ulisse Barbieri drammaturgo
mantovano, in "Civiltà
mantovana", a. VIII, 1974, quad.
47-48, pp. 318-330 e a. IX, 1975,
quad. 49-50, pp. 92-114.
Note biografiche a cura di Gilberto
Scuderi e Paolo Alberti |