|
Giovanni Cosimo Bonomo nacque a Livorno
il 30 novembre 1666; il padre Stefano
era un farmacista di origine francese,
la madre si chiamava Barbara Boccacci.
Studiò filosofia e medicina a Pisa con
Diego Zerilli, addottorandosi nel 1681,
a soli quindici anni. Due anni dopo
ricevette l'abilitazione all'esercizio
della professione medica in Toscana da
una commissione della quale faceva parte
anche Redi. Tornato a Livorno, iniziò a
frequentare la spezieria del farmacista
Giacinto Cestoni, il quale si dedicava
con passione alle osservazioni
microscopiche. Nel 1684, in seguito
all'interessamento di Francesco Redi fu
nominato dal Granduca Cosimo III "medico
di galera", e questo fatto consentì al
Bonomo di imbarcarsi al seguito della
spedizione navale contro i Turchi
promossa dal Papa Innocenzo XI.
Ritornato malato a Livorno l'anno dopo,
Bonomo iniziò con Cestoni le ricerche
sull'acaro della scabbia identificandolo
come agente eziologico della malattia;
tali ricerche si conclusero con la
famosa lettera, indirizzata da Livorno a
Redi in data 20 giugno 1687.
L'originale, conservato manoscritto
presso la Biblioteca Comunale Città di
Arezzo, venne rivisto, adattato e
migliorato sul piano stilistico
dall'Archiatra granducale, e dette luogo
alla pubblicazione, con il solo nome di
Bonomo, delle Osservazioni intorno
a' pellicelli del corpo umano. In
tale lettera viene descritto con
esattezza non solo l'acaro ma anche
l'anatomia patologica e l'eziologia
della scabbia, con la dimostrazione che
i parassiti nascevano da uova ed erano
trasmissibili da uomo a uomo o per
contatto diretto o tramite indumenti
contaminati. Si tratta di un'opera che
ha costituito una tappa fondamentale
nella storia della medicina moderna. Il
Redi si mostrò poco convinto, tuttavia
pubblicò nello stesso anno questa
lettera in un opuscolo, nel quale però
il contenuto originario era
rimaneggiato; forse anche per questo
motivo il valore della scoperta ne venne
sminuito e non venne accettato dalla
scienza ufficiale. Tuttavia il Redi
offrì al Bonomo una cauta copertura
nell'ambito della violenta polemica con
l'Archiatra pontificio Giovanni Maria
Lancisi sull'argomento dell'eziologia
della scabbia e delle terapie più
appropriate per la sua cura, nel corso
della quale erano emerse con chiarezza
le fortissime resistenze che la medicina
tradizionale opponeva all'idea del
contagio animato.
Non essendo riuscito ad ottenere una
condotta, nel 1690 Bonomo si imbarcò
nuovamente come medico di bordo per una
missione in Spagna. Finalmente l'anno
successivo, si trasferì a Düsseldorf
(dove rimase dal 1691 al 1695), in
quanto ottenne, ancora per diretto
interessamento di Redi, la nomina a
medico personale di Anna Maria Luisa de'
Medici, figlia del Granduca Cosimo III,
che andava sposa in Germania
all'Elettore Palatino Giovanni
Guglielmo. Nell'assolvere a questo
delicato incarico, il medico livornese
rimase a stretto contatto epistolare con
Redi, che sovrintendeva alla salute
dell'intera famiglia Medici. Nonostante
fosse deluso e amareggiato, non cessò di
battersi per ottenere il riconoscimento
della propria scoperta.
Alla fine del 1695, colpito da grave
malattia, Bonomo lasciò Düsseldorf e
ritornò in patria. Morì a Firenze il 13
gennaio 1696, all'età di appena trent'anni,
lasciando al solo Cestoni il compito di
difendere (con scarsa fortuna) il
principio della eziologia organica delle
malattie contagiose.
L'opera di Bonomo si affianca a quella
di Francesco Redi nella grande battaglia
condotta contro la diffusa credenza
nella generazione spontanea degli
insetti e degli organismi inferiori, che
risaliva ad Aristotele e veniva difesa
dalla Chiesa. Le Esperienze intorno
alla generazione degli insetti del
Redi (1668) segnano, com'è noto, una
pietra miliare nella storia della
biologia, sia per l'audacia con cui
veniva demolito uno dei miti
tradizionali del pensiero antico e
medievale, che per la lucidità e il
rigore metodologico con cui venivano
programmati, eseguiti e controllati gli
esperimenti. Ancora più anticipatore e
precursore appare il Bonomo:
occorreranno oltre 150 anni perché la
scienza ufficiale riconosca la giustezza
di questa eziologia della scabbia, che
rivoluzionava completamente le
tradizionali spiegazioni di tipo
umoralistico e determinava la nascita di
un nuovo indirizzo nella terapia delle
malattie contagiose.
Fonti:
-
G. Montalenti, Storia della
biologia e della medicina, in
AA.VV. Storia delle scienze,
a cura di N. Abbagnano Torino 1962,
vol. III, tomo I.
-
G. Penso, La conquista del mondo
invisibile. Parassiti e microbi
nella storia della civiltà,
Milano 1973.
-
C. Dobell, Antony van
Leewenhoeck and his "Little Animals",
London 1932.
-
Walter Bernardi, Fisiologia e
mondo della vita, in AA.VV.,
Storia della scienza moderna e
contemporanea, diretta da Paolo
Rossi, Volume primo "Dalla
rivoluzione scientifica all'età dei
lumi.
Note biografiche a cura di Paolo Alberti
e Catia Righi |