Gozzi, Carlo

augellino belverde (L')

Marfisa bizzarra (La)

Nato a Venezia nel 1720 da famiglia nobile, ma in dissesto economico, intraprese in gioventù la carriera delle armi.

Ritornato a Venezia, cercò di salvare il patrimonio familiare dall'amministrazione dissennata del fratello Gaspare e della cognata, finché decise di vivere da solo, dedicandosi agli studi.

Insieme al fratello Gaspare fondò nel 1747 l'Accademia dei Granelleschi, che si distinse per una violenta opposizione a Goldoni e Chiari, sin dalla stampa de La Tartana degl'influssi per l'anno bisestile 1756.

Gozzi opponeva al realismo della rappresentazione della società borghese veneziana di Goldoni, un teatro di fantasia e di immaginazione, specialmente nelle sue dieci Fiabe teatrali, che aristocraticamente donava alla compagnia che le rappresentava, per distinguersi da Goldoni che aveva fatto del teatro la sua professione. I suoi violenti attacchi furono una delle cause che costrinse Goldoni (1762) al trasferimento a Parigi.

La sua posizione politica era conservatrice e anti-illuminista, e anche in teatro difendeva la vecchia forma delle commedie parte scritte e parte improvvisate, di fronte alla riforma propugnata dal Goldoni.

Prima della sua morte, avvenuta nel 1806, ebbe notevole fortuna in Germania e in Russia, e le sue commedie furono anche base per diverse opere musicali (si pensi alla Turandot di Puccini, 1926).

Note biografiche a cura di Claudio Paganelli

 
   
 

Webdesign/webmaster: www.gruppoitalia.it