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Nato a Vinci (Firenze) nel 1452, figlio naturale
del notaio Piero e di una contadina, fu accolto
in casa del padre che non aveva avuto figli
legittimi dai primi due matrimoni. Dal 1467 al
1476 approfondì la sua formazione artistica
presso la
bottega del Verrocchio a Firenze,
interessandosi anche di matematica, meccanica e
ingegneria.
Nel 1482 fu chiamato a Milano da
Ludovico il Moro;
durante il soggiorno milanese si occupò degli
allestimenti scenici per gli spettacoli teatrali
della corte, oltre a dipingere alcuni dei suoi
capolavori
(la Vergine delle rocce e l'Ultima
cena).
Dopo la caduta di Ludovico nel 1499, Leonardo
lavorò presso varie corti italiane: Mantova,
Venezia, Firenze, Roma.
Durante questi anni dipinse capolavori come la
Gioconda.
Nel 1517 accettò l'invito di
Francesco I
a lavorare per la corte francese. Gli fu
assegnato il maniero di Clos-Lucé vicino alla
reggia di Amboise; trascorse gli ultimi anni
immerso negli studi, tra gli onori della corte.
Morì nel 1519.
Leonardo amava definirsi
"omo sanza lettere":
conosceva superficialmente il latino, ignorava
completamente il greco e aveva appreso la
maggior parte delle sue cognizioni attraverso i
volgarizzamenti delle opere più importanti e
attraverso l'aiuto di amici, il matematico e
filosofo Pacioli e il medico Marcantonio della
Torre. Si interessò soprattutto di
meccanica, fisica, anatomia, filosofia naturale
e lasciò una enorme quantità di appunti (si
calcolano 5000 fogli).
Oltre agli appunti tecnici e ai progetti di
trattati, Leonardo scrisse anche numerosi
apologhi, aforismi e favole che testimoniano un
gusto arguto e uno stile vivace. Giunto a noi
grazie alla compilazione dell'allievo Francesco
Melzi, che si basò sui materiali del maestro, il
Trattato della pittura
è la sua unica opera organica. Si tratta di un
grandioso tentativo di coordinare ogni scienza,
ogni filosofia, ogni riflessione sulla scienza e
sulla vita all'interno dell'ottica e delle
esigenze del pittore.
Note biografiche a cura di Daniela Gangale. |